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Stanchezza cronica: oltre 300mila italiani colpiti.

Stanchezza cronica.

Sentirsi stanchi, senza energia, potrebbe non essere solo lo stato di affaticamento momentaneo, ma talvolta potrebbe trattarsi di una vera e propria patologia, la Sindrome da Stanchezza Cronica (Cfs), che in Italia colpisce 300mila persone, per la maggioranza giovani. Gli esperti spiegano che si tratta di una situazione così grave dal punto di vista fisico, che impedisce di continuare a lavorare o a studiare. Il principale sintomo è la spossatezza sia mentale che fisica, determinata anche dopo uno sforzo minimo, che si trasforma in fatica cronica persistente che si protrae per almeno 6 mesi, non alleviata dal riposo. Altri sintomi persistenti possono essere: disturbi della memoria e dellaconcentrazione, faringite, dolori alle ghiandolelinfonoidali cervicali ed ascellari o dolori muscolari e delle articolazioni non accompagnato da infiammazione o gonfiore. In Italia, i primi casi di questa malattia, si sono registrati all’Istituto Nazionale Tumori di Aviano, dove esiste  un’associazione italiana di pazienti Cfs ed un ‘unità Cfs dove i pazienti possono essere ricoverati.

Al momento non esiste alcun farmaco per curare definitivamente la malattia, nonostante sia certa la correlazione tra la Sindrome e anomalie dei geni dei pazienti, come conferma uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Patology. Da pochi giorni, in tutta Italia, le persone affette da dolore cronico, hanno la possibilità immediata di essere ascoltate e consigliate al telefono, per loro Nopain Onlus, Associazione Italiana per la cura della malattia del dolore, ha istituito un numero verde : 800974261, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30.  A questo numero rispondono alcuni volontari dell’Associazione, appositamente formati, che ascolteranno i bisogni delle persone con dolore acuto e cronico in tutte le sue forme, dando informazioni sulle varie terapie possibili e fornendo un orientamento sulle strutture terapeutiche presenti in Italia.

Farfaruga.

La chianina come cura per i radicali liberi.

La chianina.

Anche una buona grigliata di carne può essere fonte di benessere oltre che  di gusto per i nostro palato. In particolare è ottima per proteggere l’uomo dall’azione dei radicali liberi. Ad unire gusto e salute è la carne di vitellone di razza chianina, quei bovini bianchi che si profilano all’orizzonte rendendo unici i paesaggi tirrenici. Uno studio presentato recentemente ad Arezzo dalla fondazione Onlus Via dei Locavori, ha evidenziato l’elevato valore nutrizionale di queste carni.  Dalla ricerca è inoltre emerso che una dieta ricca di questa carne pregiata per taglio e consistenza, apporta importanti elementi nutrizionali dalla forte azione antiossidante. Tali sostanze permetterebbero una lunga conservazione del prodotto e, nel contempo, una protezione per l’uomo dall’azione dei radicali liberi. Lo studio fornisce anche risposte utili ad operatori della commercializzazione e macellai sulla questione della durezza delle carni. E’ possibile intervenire sulla frollatura, per ammorbidirne la consistenza, questo annunciano i ricercatori, con le nuove tecnologie di “tender stretch and tender cut”. Un problema, quello della durezza delle fibre, che oggi  viene in parte superato con l’allungamento del tempo di frollatura, con un notevole dispendio energetico, che ne fa lievitare i costi di commercializzazione a danno sia dei produttori che dei consumatori.

Questo comunque è in minima parte un problema della razza chianina, razza conosciuta ed apprezzata proprio per la sapidità e tenerezza della carne. Molte volte la chianina è conosciuta solo per il tipico e famoso taglio detto “fiorentina”, bistecca  gigantesca molto alta, che viene, generalmente cotta nei forni a legna o alla griglia. In realtà la chianina, ha anche tutti gli altri tagli di carne, come la fesa, l’arrosto o gli hamburger.

Farfaruga.

Russare non è un fastidio ma una malattia.

Quando qualcuno ci russa a fianco.

Il russare, viene quasi sempre considerato un fastidio, potrebbe invece essere il campanello d’allarme di una vera e propria patologia: l’apnea notturna. Da un recente studio, si stima ne siano affetti  circa 2 milioni di italiani, di cui solo il 5 % ne sarebbe consapevole. Di questo vero e proprio problema, più volte sottovalutato, se ne è parlato a Fiuggi, durante un congresso sulla “Sindrome delle apnee ostruttive del sonno”. L’organizzatore del convegno, il dottor Francesco Peverini, spiega che “Un’alterazione congenita o acquisita di un piccolo ma importante tratto delle vie respiratorie può condurre, durante il sonno notturno, a periodiche interruzioni del respiro, le apnee notturne”. Oltre al russare, l’altro sintomo prevalente di questa patologia, che può portare a gravi problemi cardiovascolari,è la presenza della sonnolenza diurna, che può rivelarsi letale in alcuni momenti della quotidianità, come ad esempio quando si è alla guida di un’autovettura. Tuttavia, hanno affermato gli esperti presenti al congresso, sono poche le persone che si rivolgono agli specialisti, mentre chi si accorge di avre questi sintomi, dovrebbe fare una polisonnografia, che è l’esame principale, in grado di rivelare l’apnea notturna.

La cura per questa patologia è varia, in alcuni  e rari casi, si può però arrivare all’intervento chirurgico per risolverla. Particolarmente a rischio sono i soggetti obesi, la cui condizione fisica, è in grado di influenzare questa patologia, mentre la patologia trae vantaggio da questa condizione. Quindi si dovrebbe esaminare meglio il “russare” dei propri congiunti, in quanto, mentre alcune volte si può trattare di sporadici episodi dovuti a posizioni particolari, cibi ingeriti, ecc, altre può essere l’indicatore di un problema più vasto e molto serio.

Farfaruga.

I PROBLEMI DEL SONNO

disturbi del sonno

La scienza e la medicina si stanno sempre più interessando allo studio e all’attenzione nei confronti dei cosiddetti problemi del sonno”.

Infatti essi pur non essendo una vera e propria malattia sono in grado di comportare gravi conseguenze e per questo non possono essere sottovalutati.

I dipartimenti di scienze neurologiche si stanno orientando verso l’individuazione dell’origine genetica che in molti casi risulta essere la base di tali disturbi, di carattere ereditario.

Inoltre i dati sono anche piuttosto allarmanti.

Circa il 30% degli italiani soffre di almeno un disturbo, dall’insonnia all’apnea notturna, che colpisce per lo più il 2% delle donne e il 4% degli uomini.

Esiste poi alcuni specifici tipi di patologie come l’ipersonnia, che è caratterizzata da un’eccessiva sonnolenza diurna, la cosiddetta “sindrome delle gambe senza riposo”, o la narcolessia che è una vera e propria malattia.

Quest’ultima, infatti, è sicuramente la più insidiosa in quanto è una patologia neurologica cronica che viene spesso confusa con la stanchezza o lo stress e che molto difficilmente i medici riescono a riconoscere e diagnosticare.

Tale malattia è anche in aumento in Italia ed è in grado di comportare gravi conseguenze anche sociali e diventa pericolosa alla guida in quanto può causare anche incidenti stradali.

Ad occuparsi di tale patologia e a studiarne cura e diagnosi è l’Associazione Italiana Narcolettici.

Quest’ultima opera in favore dei soggetti a rischio e di tutti coloro che hanno bisogno di aiuto e non riescono a trovarlo facilmente.

E come sempre, anche in questo caso, anche l’informazione gioca sicuramente una carta molto importante.

Paola Di Giovanni

STRESS: Come combatterlo

E’ importantissimo combattere lo stress, che purtroppo è inevitabile al giorno d’oggi con i ritmi frenetici della vita attuale, ma è necessario almeno provare a tenerlo a bada, in quanto lo stress ci fa consumare una quantità immane di energia, perché quella fortissima sensazione di “allerta” e agitazione che proviamo quando lo stress supera i limiti di sicurezza ci fa stancare talmente tanto da perdere la concentrazione nello studio o nel lavoro…

Allora cosa dobbiamo fare per tenere a bada lo stress?
Alcune regole per stare più sereni esistono.

Per prima cosa impariamo a fare le cose con più calma e meno frenesia: a volte corriamo senza sapere nemmeno noi il perché…

Doniamoci dei momenti di relax, magari ascoltando un po’ di musica sdraiati sul divano o guardando un bel film.

Conduciamo una vita regolare ma con vari appuntamenti settimanali dedicati alla palestra o, comunque, a rilassanti facendo lunghe passeggiate.

Impariamo a selezionare gli impegni e concediamoci degli spazi solo nostri, magari anche spegnendo il cellulare.

Impariamo a sdrammatizzare sulle situazioni difficili, cercando di riderci su e pensare che, se anche continuiamo a rimuginare su un problema, questo non si risolverà con le nostre lacrime o le nostre grida…

Purtroppo non è facile seguire queste regole, soprattutto l’ultima, ma, se vogliamo evitare che lo stress ci porti, oltre ai nostri problemi quotidiani, anche altri guai, tipo gli attacchi di panico (vedi wikipedia.it), la depressione o l’esaurimento nervoso… Con queste patologie, poi, sarebbe ancora più difficile la vita oltre che stressante, diventerebbe tutto più pesante e ingestibile.

Cerchiamo, quindi, di seguire quelle piccole regole su descritte, augurandoci che, almeno un po’, ci diano sollievo…

MARIANNA NAVOTTI

Occhio allo zucchero in eccesso

Le donne devono stare in gurdia più degli uomini per quanto riguarda le abbuffate tipiche delle feste, con cibi prevalentemente a base di zuccheri e grassi,possono alzare in modo significativo il rischio di incorrere in una malattia tumorale. Questo, è in sintesi, quanto emerge da uno studio fatto in Svezia, i ricercatori hanno eaminato i livelli di glucosio in 274,126 uomini e 275,818 donne con un’età media di 44 anni verificando che i valori elevati di zuccheri,soprattutto nel “gentil sesso”,facilitavano la comparsa di tumore.

Causa dello stile di vita malsano,che purtroppo si vive in questi ultimi anni,circa 10 milioi di persone abbiano gli zuccheri nel sangue troppo alti,con tutti i rischi che ne conseguono. Oltre a questo c’è da ricordare che troppo zucchero non fa bene al cervello, può causare problemi alla memoria. Può essere molto rischioso per chi vive di una dieta molto ricca di carboidrati, perchè danno effetti negativi che vanno al di là del semplice aumento di peso. Infatti fanno aumentare l’insulina,squlibrando la tolleranza di glucosio, con una serie di conseguenze negative sul piano metabolico,tumorale,ormonale,muscolare e perfino dell’umore. Non solo i giovani,ma anche per gli anziani, i cui comportamenti alimentari sono meno attenti per esigenze di semplicità,risulta prioritario allora un rapporto equilibrato di carboidrati e proteine. Fondamentale è l’importanza dell’alimentazione nella prevenzione e nella cura del deterioramento celebrale. Peccato perchè lo zucchero è uno degli alimenti che si trova in tantissimi cibi, sia zuccherini che non. Non è facile per chi ama le mille bustine di zucchero non poterne più mettere o metterne solo una…

Divina Recchia

Frutta e verdura, un mix di salute

Frutta e verdura, un mix di salute

Frutta e verdura, un mix di salute

Fonte immagine – www.vostrisoldi.it

E’ oramai cosa notoria che chi consuma d’abitudine frutta e verdura contrae meno frequentemente patologie del sistema cardio-circolatorio e persino il cancro.

Non a caso, l’alimentazione vegetariana è stata oggetto di numerose ricerche. Chi si nutre, infatti, abbondantemente di frutta e verdura contrae molto meno tipiche patologie come appunto l’infarto cardiaco, l’arteriosclerosi e l’infarto.

Secondo uno studio condotto dal dottor Thomas J. Moore, un’alimentazione povera di grassi e ricca di frutta e verdure riduce anche la pressione sanguigna.

I vegetariani assumono grandi quantità di frutta e verdura che vanno a rafforzare il sistema immunitario e proteggono l’organismo dall’attacco dei radicali liberi.

Determinati enzimi, infatti, sono in grado di contrastare e neutralizzare gli effetti dei radicali liberi e devono essere assunti tramite il cibo.

Queste sostanze di difesa sono presenti in elevata concentrazione proprio negli alimenti vegetali maggiormente consumati dai vegetariani: frutta, verdura e cereali.

Una mela, ad esempio, ha la capacità di difendere l’organismo dai radicali almeno quanto 1 grammo di vitamina C.

L’alimentazione vegetariana, presenta, tuttavia, dei punti deboli. E’ spesso carente, ad esempio della vitamina B12 (contenuta nella carne). Come sappiamo, la vitamina B12 riduce il tasso sanguigno dell’omocisteina, rischiosa per l’arteriosclerosi.

Non è, quindi, necessario osservare un’alimentazione strettamente vegetariana per restare sani e in forma, occorre, però, assumere circa 400 g di verdura e 300 g di frutta al giorno.

Tiziana Foglio

Esami di scuola vicini: ecco cosa mangiare

verdure alleate allo studio

Un tempo si diceva: mangia tanto pesce che contiene il fosforo, così la memoria aumenta!
Oppure: mangia tanti zuccheri perché fanno bene al cervello.
All’esame di Maturità, oggi esame di Stato, si portavano le galatine, sane e nutrienti.
Oggi invece gli studi hanno dimostrato che il fosforo sicuramente non fa male ma sarebbe meglio evitare troppi zuccheri in quanto i giovani d’oggi sono già ipernutriti e sicuramente non necessitano di zuccheri ulteriori a quelli che assorbono già attraverso le varie merendine, dolciumi e bevande.
Meglio quindi non appesantire troppo lo stomaco perché una digestione lenta nuoce all’attenzione e alla prontezza di riflessi. Cibi nutrienti ma leggeri, vari e fafilmente digeribili.

Cosa mangiare quindi la sera prima degli esami? O comunque in questi giorni dove lo studente dovrà dedicarsi maggiormente allo sforzo finale? Frutta e verdura rimangono sempre gli elementi principe per una corretta alimentazione. Il pesce sicuramente è consigliato, anzi, preferito rispetto alla carne. Magari cotto al vapore in modo che mantenga tutte le sue proprietà nutritive senza troppi condimenti. Così le verdure, se cotte al vapore, sono più sostanziose. Ora però, la stagione ci offre il meglio: pomodori, carote, cetrioli, ravanelli, insalata… Insomma, abbondanza di verdure buone anche crude.
E che dire del caffé? Litri e litri di caffé per rimanere svegli di notte? Meglio di no. Questa bevanda presa nella giusta misura, aiuta certamente a stare svegli, essere più ‘brillanti’, più lucidi. Troppo però fa male. Lo stomaco può subire infiammazioni, si possono avere tremolii e palpitazioni veloci poco piacevoli. Meglio quindi evitare i beveroni a base di caffé. Considerate inoltre che la caffeina è contenuta in tanti altri prodotti come bevande e dolci e che quindi il nostro corpo ne assorbe già tanta anche senza bere il caffé in tazzina.
A tutti non mi resta che augurare un in bocca al lupo!!!! E speriamo che il lupo mangi leggero!!!!

Cinzia Parmi

Imparare a ridere

Imparare a ridere

Imparare a ridere

Fonte immagine – ilfilosofo.ilcannocchiale.it

Sigmund Freud, il padre della psicanalisi, riteneva che l’ottimismo fosse una forma di nevrosi, mentre Schopenhauer pensava addirittura che fosse un atteggiamento mentale del tutto sbagliato e finanche dannoso.

Oggi, invece, sappiamo bene che l’atteggiamento positivo nei confronti della vita è fattore fondamentale di longevità.

Alcune ricerche provenienti dal Centro John Opkins, negli Stati Uniti, hanno accertato che chi guarda il bicchiere e lo vede mezzo pieno è soggetto molto più di rado a gravi malattie cardiache come ad esempio l’infarto.

Un altro studio condotto in Texsas ha rilevato un rischio di ictus molto più contenuto fra le persone anziane che si dichiaravano felici.

Stando a quanto hanno registrato da alcuni cardiologi di Baltimora, ridere come si suol dire “di cuore” sembra essere uno dei metodi migliori di prevenzione contro le cardiopatie.

Dunque, gli studiosi americani, contrariamente a quanto avrebbe fatto Freud, consigliano di ridere e anche molto!… e di considerare le risate un appuntamento della giornata da non mancare assolutamente, come lavarsi i denti o andare a lavoro.

Suggeriscono di favorire il riso leggendo libri umoristici o guardando dei video divertenti. Sarebbe bello, inoltre, imparare a ridere anche nelle situazioni più difficili e riuscire a trovarne così il lato buffo.

Tiziana Foglio

Sei triste? C’è la cioccolata!

La vita non sempre è semplice,e purtroppo in molte occasioni cadiamo nella tristezza.Ma perchè accade ciò? Forse perchè non siamo contenti di noi stessi? O perchè non apprezziamo lo stile della nostra vita? O ancora perchè siamo innamorati ma non corrisposti? Queste potrebbero essere diverse motivazioni,ma sono convinta che ce ne siamo molte altre. In quanto ognuno di noi è diverso da un altro.
Però so che c’è un elemento nutritivo tanto dolce, che piace a tutti noi che fa passare la tristezza in un batter d’occhio.Volete sapere cos’è?
La cioccolata.


Si si, avete capito proprio bene. La cioccolata secondo diversi studi, ha un valore antidepressivo che è assolutamente reale. Induce piacere e riesce a predurare lo stato di benessere e soddisfazione. Se ne mangia a quantità quasi industriale. Fa anche molto bene per quando si studia, per la memoria soprattutto. Infatti ai tempi dell’università ne ho fatto un uso quotidiano. Poi ce ne sono di diversi tipi, dalla cioccolata classica al cioccolato al latte,fondente, oppure quello che sa di cocco, di fragole,quello con le nocciole o con biscottini. La scelta è varia e infinita.
Io preferisco quello al latte e quello fondente. Di quest’ultimo, è stato detto che è utile per la memoria. Quindi studenti, coraggio mangiate tanto cioccolato fondente. Mi ricordo,che una mia amica del liceo mi diceva sempre,che il giorno prima di un’interrogazione si faceva una scorpacciata di cioccolato fondente, e vi giuro che faceva sempre delle interrogazioni spettacolari!
E poi,come si fa a non mangiare un po’ di cioccolato almeno una volta alla settimana???
E’ una bontà!

Divina Recchia